Descrizione
EscursionismoSaliamo in macchina da Schilpario, seguendo le indicazioni per il Passo del Vivione, e raggiungiamo comodamente il punto di partenza per la nostra escursione, il Rifugio Bagozza (1600mt).
Lasciata la macchina nelle vicinanze del rifugio, ci incamminiamo sul sentiero 328 in direzione della Malga Campelli. Dopo pochi minuti di cammino, nelle vicinanze di un ponticello, svoltiamo a destra sul sentiero 318 seguendo le indicazioni per il Passo di Valzellazzo.
Inizialmente il sentiero si inoltra dolcemente nella valle verso le vicine cime, poi quasi di colpo diviene più ripido e sale direttamente puntando l'evidente passo. Dopo poco più di un'ora raggiungiamo il Bivacco Don Giulio Corini, posto proprio al passo (2016mt). La struttura è moderna, inaugurata nel 2017, dotata di 6 posti letto, di corrente e di un piccolo cucinino e offre un bel panorama sulla sottostante Valcamonica.
Il nostro cammino prosegue dietro il bivacco, seguendo il sentiero 6, direzione est. La traccia è stretta e a tratti esposta; dopo un paio di saliscendi ci conduce ad una sella erbosa. Non trovando più nè traccia, nè i bolli rossi, giriamo a sinistra e cominciamo a traversare la conca erbosa guadagnando quota fino a ritrovare il sentiero, al di sotto della cresta.
Il sentiero, sempre esposto, prosegue a mezzacosta e presenta alcuni tratti di semplice arrampicata che ci conducono sulla facile cresta nord del Cimone della Bagozza; in breve ci permette di raggiungere la cima e la sua bella croce metallica (2407mt, 2.45h).
Autoscatto per la foto di rito e dopo una breve pausa riprendiamo il sentiero. Perdiamo circa 100 metri di quota lungo la parete est del Cimone, fino ad incrociare il bivio con il sentiero della "normale" che, lungo un canale, scende verso la sottostante valle dei Campelli.
Per raggiungere la seconda meta di giornata, non scendiamo verso valle, ma proseguiamo ancora lungo il sentiero, che inizialmente risale ad una cima erbosa per poi ridiscendere fino a condurci proprio sotto la parete nord-est della Cima Mengol (2417mt). Per salire in vetta abbandoniamo il sentiero e, con attenzione, saliamo lungo la linea migliore che troviamo tra passaggi esposti e tratti di semplice arrampicata. Dopo 4.00h siamo in vetta, questa volta senza nessuna croce, solo un piccolo ometto.
La giornata è stupenda e dalla cima il panorama è impagabile: la vista spazia dalle vicine cime Bagozza e Bacchetta, fino all'Adamello, alle lontane Tresero e San Matteo, ai giganti Gran Zebru e Ortles, fino all'imponente ghiacciaio del Bernina.
Non essendoci nessun sentiero segnato, scendiamo sempre seguendo la linea migliore per ricongiungerci col sentiero e, dopo circa un'altra oretta di cammino, arriviamo al Passo di Baione (2160mt).
Su sentiero scomodo e attraversando qualche ghiaione scendiamo in direzione del Passo dei Campelli, che raggiungiamo in circa 1.00h (1890mt).
Dal passo, lungo un comodo sentiero finalmente camminabile, quasi tutto su mulattiera, chiudiamo l'anello e raggiungiamo di nuovo il bel Rifugio Bagozza.
Scheda tecnica
23/10/2021
Rifugio Bagozza, Schilpario (BG)
2417mt
EE
(Vai a legenda)800mt
Salita: 4.00h
Totale: 6.30h
(Il tempo di salita è relativo all'arriva su Cima Mengol)
MatteoAndrea
Note
Bellissimo giro ad anello che permette di godere appieno del panorama sulle cime della Concarena, e non solo, in caso cielo limpido. Nonostante il dislivello non sia proibitivo (1350m con saliscendi) è comunque un'escursione fisicamente impegnativa. Il sentiero è sempre esposto, spesso è necessario l'ausilio delle mani, anche i tratti in discesa sono scomodi, tutto questo non permette mai di abbassare l'attenzione fino al passo dei Campelli. Dopo il bivacco, alla sella erbosa, si perdono le tracce del sentiero, è necessaria un minimo di esperienza per intuire la via migliore da seguire per ripredere i segni. La salita alla cima Mengol non è segnata, tuttavia la via di salita è intuitiva.
Traccia
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